Febbraio 22, 2016

I papiri di Ercolano letti con i raggi X

I papiri di Ercolano letti con i raggi X

La rivista scientifica Nature Communications ha pubblicato un articolo sulla nuova tecnica utilizzata per leggere i papiri carbonizzati, a suo tempo ritrovati a Ercolano.
Risultando troppo fragili per essere srotolati, in passato sono stati sottoposti al
trattamento con tecniche radiografiche convenzionali, ma senza risultati in quanto
erano scritti con un inchiostro a base di nerofumo, la cui densità è simile a quella del
supporto carbonizzato. Poi si è tentato con la fluorescenza a raggi X e la tomografia
computerizzata a raggi X, ma senza ottenere risultati soddisfacenti.
Ora possono venir letti grazie alla nuova tecnica messa a punto da Vito Mocella del CNR-IMM di Napoli, Emmanuel Brun e Claudio Ferrero dell’ESRF e Daniel Delattre del CNRS-IRHT di Parigi. Si tratta di intervenire con una tecnica prestata dall’archeologia: la tomografia a raggi X in contrasto di fase che permette sia di riconoscere i diversi strati di arrotolamento, sia di identificare il contrasto tra quanto scritto e il papiro carbonizzato.

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