Febbraio 8, 2016

La carta Washi patrimonio dell’UNESCO

La carta Washi patrimonio dell’UNESCO

La carta Washi fu introdotta in Giappone intorno al ‘600, provenendo dalla Cina. Poi la sua lavorazione è stata rielaborata dai giapponesi utilizzando, oltre al tradizionale gelso, anche altre piante locali.

Per intenderci, è la stessa carta utilizzata nelle abitazioni tradizionali giapponesi, grazie alla sua capacità di far filtrare una luce attenuata e diffusa.

La lavorazione viene fatta tutt’ora a mano in modo da renderla, oltre che pregiata, anche consistente, resistente, traslucida e resistente ai possibili danni arrecati da insetti.

In Giappone viene utilizzata nelle arti tradizionali come l’origami, il Shodo (calligrafia) l’ Ukiyo-e (stampa artistica).

Dal Giappone si è diffusa per svariati utilizzi tra cui, non ultimo, l’uso nella stampa di pregio.

Dal novembre 2014 è stata inserita tra i Patrimoni orali e immateriali dell’umanità dell’UNESCO.

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