Giorgio Bertini

“Ho quasi 65 anni e sto per concludere il mio lavoro presso un servizio pubblico che si occupa di bambini e adolescenti. Sono psicologo e psicoterapeuta con una formazione psicoanalitica. I miei riferimenti teorico concettuali sono gli scritti di Donald Winnicott pediatra e psicologo di grande sensibilità e profondità.Il mio maestro è stato Guido Petter, mio professore all’università, fondatore della Psicologia dell’età evolutiva in Italia, ma anche partigiano, impegnato nella società civile, scrittore per ragazzi.

Il lavoro nel servizio pubblico mi ha costretto ad entrare in contatto con le tante problematiche che vivono i bambini, gli adolescenti e le loro famiglie ma anche con le tante risorse che ci sono in un territorio. Mi piace molto lavorare con gli adolescenti , anche se non è facile entrare in relazione con loro, mi piace condividere le storie e i progetti con i colleghi anche di altre professionalità e con i genitori che sono da sostenere nel loro difficile compito educativo.

Ho due figlie ormai grandi e mia moglie, Susanna Bissoli, scrive. Ho scritto alcuni articoli scientifici che sono apparsi in riviste, in atti di convegni e in alcune pubblicazioni.
Il racconto “Vittorio è tornato” è stato inizialmente pensato come un racconto per ragazzi e questo spiega lo stile diretto e semplice e il fatto che l’io narrante sia un bambino. Avevo l’urgenza di parlare della realtà che stiamo vivendo e soprattutto di valorizzare l’umanità di quanti vivono ai margini del nostro sistema socio economico.

Vittorio l’avevo conosciuto quando con l’Associazione “La Ronda della Carità” di Verona portavamo di notte pasti caldi e coperte per i senza fissa dimora. Vittorio mi aveva colpito come persona, semplice, diretta, intelligente; mi aveva interessato la sua storia, il suo sistema di valori e soprattutto lo sguardo quotidiano rivolto al cielo in attesa che lo venissero a prendere “gli extraterrestri”. Una fredda notte d’inverno ci ha lasciato per sempre.

Ora sto scrivendo delle storie a partire da alcuni temi che mi interessa esplorare e approfondire; non si tratta di storie vere anche se molti spunti li vado a prendere dalle storie di bambini e adolescenti che ho conosciuto nel mio lavoro. Mi interessa che le storie finiscano bene, che diano anche delle indicazioni su come si possa uscire da una situazione difficile.”

Ha pubblicato